Il gruppo Alessandrini tra obiettivi economici, ambientali e sociali
“ … Invano gli uomini, ammucchiati a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, si sforzavano di isterilire la terra su cui vivevano; invano la ricoprivano di pietre affinché nulla vi crescesse; invano strappavano anche il più piccolo filo d’erba e affumicavano l’aria col carbon fossile e la nafta; invano tagliavano alberi e scacciavano animali e uccelli. La primavera era sempre primavera, anche tra le mura della città. Il sole scaldava, l’erba, dove non la raschiavano, cresceva d’un bel verde vivido; e cresceva non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra. I pioppi, le betulle, i pruni stendevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli si gonfiavano di gemme pronte a schiudersi. Come sempre in primavera, le gracchie, i passeri e i colombi preparavano lietamente i loro nidi, e le mosche, riscaldate dal sole, ronzavano sulle pareti. Le piante, gli uccelli, gli insetti e i bambini erano lieti.
Soltanto gli uomini – i grandi, gli adulti – continuavano a ingannare e a tormentare se stessi e gli altri. Gli uomini, che non apprezzavano né quel mattino di primavera né quel divino splendore dell’universo, creato per il bene dei viventi e per predisporli tutti alla pace, alla concordia e all’amore; gli uomini, che consideravano sacro e importante soltanto ciò che essi stessi avevano inventato per dominar gli uni sugli altri...”
 
Tratto dal romanzo: “Resurrezione” di Tolstoj
 
-    Il nostro concetto di responsabilità sociale è differente dal semplice rispetto delle normative in quanto si materializza nell’adesione ad alti valori e principi per la conduzione delle proprie attività anche a costo di qualche diseconomia.

-    Riconosce il valore assoluto del capitale umano identificato nel bagaglio di conoscenze e valori personali.

-    E’ cosciente che se la macchina non soffre di quegli inconvenienti umani, che sono stati di salute, variazione degli umori, ritmi di efficienza, livelli di precisione, essa non è comunque all’altezza della globalizzazione del mercato che per essere compresa ha assoluta necessità di conoscenze sociali, politiche, culturali, antropologiche ed anche psicologiche!

-    Riconosce il ruolo ed il valore di ciascuno di noi all’interno del gruppo perché se le imprese sono sempre più povere di competenze specifiche è altrettanto vero che la quantità di conoscenze disponibili è immensa, tanto immensa che nessun individuo può controllare più di una piccolissima frazione; è solo attraverso la specializzazione, la suddivisione del lavoro e gli scambi che società ed imprese riescono ad utilizzare il maggior numero di conoscenze possibili.

-    E’ altresì ben cosciente che macchinari ed impianti hanno la loro importanza ma che, soli, sono ben lungi dall’essere sufficienti a produrre crescita perché per impiegare macchinari sofisticati, per garantire una produzione efficiente, per sviluppare nuovi prodotti e per utilizzare innovazioni provenienti da altri paesi, sono necessari operai altamente specializzati, dirigenti competenti, imprenditori innovativi.

-    Riconosce il senso di responsabilità individuale nelle scelte progettuali ed operative, credendo il principio di intraprendenza dell’azione di ciascuno all’interno del gruppo stesso.

-    Basa il proprio concetto di impresa sull’idea di “comunità di uomini” e lo scopo primario dell’impresa è garantire l’esistenza della comunità.

-    E’ consapevole che il capitale umano esige un respiro più lungo ed una forza che si conquista per maturazioni ed arricchimenti successivi come una pianta che deve radicarsi per crescere. Anche perché la tecnica conosce solo quel tempo breve che è il recente passato e l’immediato futuro, in quanto per raggiungere uno scopo concreto i mezzi tecnici devono essere disponibili oggi e perché un mezzo sia davvero tale è necessario che lo scopo sia a portata di mano qui nell’immediato!

-    Ed è ancora consapevole che se le imprese si regolano solo nel pensiero calcolante tipico della ragione strumentale si precludono la capacità di anticipare e governare i cambiamenti col risultato che avremo si una storia ma non un futuro per aver trascurato il capitale umano che ha ritmi di accumulazione radicalmente diversi dal capitale finanziario.

-    Pone l’accento sulla centralità del lavoro ovvero centralità dell’uomo nel lavoro rispetto al capitale in quanto se il profitto è una indicazione indispensabile del buon andamento dell’impresa, essa rimane un gruppo di uomini capaci di lavorare insieme, soddisfare bisogni, perseguire obiettivi, sviluppare potenzialità, produrre e vendere idee e simboli.

-    E sono proprio gli incentivi sociali al nostro interno a stimolare le persone ad impegnarsi verso nuove ed originali prospettive con grande spirito di collaborazione, perché senza idealità e con incentivi di esclusiva natura economica, ognuno di noi si dedicherebbe al proprio obiettivo in relativo isolamento dagli altri, accrescendo magari il credo di sé, ma dimenticandosi di aiutare ed aiutarsi.

-    Per recuperare il sogno e la capacità di progettare il futuro ci si deve affidare all’uomo ed alle sue competenze complesse ed articolate. Non più mere analisi economiche che hanno eretto il denaro a misuratore di tutti i valori, non più semplici analisi tecniche che hanno indotto gli uomini a semplici funzioni dei propri apparati ma riconoscimento di valori altri.

-    Le qualità morali di un’impresa sono il coraggio, l’intraprendenza, l’affidabilità e la prudenza.

-    La tradizionale impresa familiare con struttura orizzontale ed organizzazione leggere ben si adatta al concetto delle nuove economie, le nuove economie difatti chiedono flessibilità, tempestività ed internazionalizzazione. Tenendo ben presente che l’impresa che raggiunge i propri obiettivi seguendo esclusivamente suggerimenti nati entro i propri confini non è più concorrenziale e diviene allora necessario un cambiamento culturale del proprio managment in quanto stabile ed auto referenziale.

-    E’ chiaro che finché non si agirà sul deficit di sensibilità sociale e culturale propri delle imprese in genere, ogni sviluppo economico e sociale rimarrà un’utopia!

-    Per questo passaggio obbligato dalla tranquilla routine al cambiamento incerto e continuo non è sufficiente operare razionalmente sulle scelte e sugli obiettivi, ma occorre che il cambiamento sia in grado di entusiasmare gli animi di tutti coloro che  sono parte attiva dell’impresa.

-    Siamo coscienti altresì che la tenuta dei vincoli familiari ed il trasferimento di virtù critiche al proprio ambito di lavoro producono effetti positivi anche a livello economico, anzi più il contesto promuove la persona e le sue virtù, più l’economia se ne avvantaggia.

-    Viene promossa la condivisione di risorse e competenze ed anche nuove forme associative tra imprese con inedite possibilità di relazioni e scambi.

-    Il mancato sviluppo di un’impresa dipende da ogni forma di isolamento per cui è indispensabile acquisire conoscenze, competenze ed entrare nel circuito delle interconnessioni.
 

Il concetto di qualità nelle aziende

Il concetto di qualità risulta essere molto variabile e dare una definizione univoca è abbastanza difficile. In generale però, se pensiamo alla qualità in ambito aziendale possiamo riassumere tutte le sue utilità e funzioni in una semplice parola: efficienza. L’azienda all’interno del quale si raggiungono alti livelli qualitativi, sono più efficienti, ossia, producono meglio spendendo di meno.
La , all’interno delle realtà imprenditoriali, si traduce in un miglioramento nella produzione/fornitura di prodotti/servizi e contemporaneamente nella riduzione dei costi. Questo si verifica perché aziende la cui organizzazione o i cui processi non presentano livelli accettabili di qualità, sono caratterizzate da numerosi errori interni, tempi morti, scarsa coordinazione per cui numerose attività sono sovrapposte e disgiunte, spreco di risorse e mancanza di strumenti e procedure di raccolta di feedback per avviare un processo di miglioramento continuo. Tutto questo porta, da una parte, all’insoddisfazione del cliente, dall’altra parte ad un aumento dei costi.
Ogni prodotto è sintesi di un insieme di elementi quali risorse, conoscenze, procedure organizzati e coordinati in una precisa struttura. Risulta quindi evidente che la qualità di un prodotto è direttamente legato al livello qualitativo raggiunto dalla struttura organizzativa stessa.
 

"Modus Operandi" Il concetto di Precauzione

"A fronte delle conoscenze di cui oggi disponiamo è necessario applicare il principio di “precauzione”.
Modalità pragmatica che permette il superamento della paralisi da analisi e relativa scelta di un sistema costruttivo, qualunque esso sia, consentendo così attraverso la pratica di far assumere a qualunque discussione e relativa scelta un andamento non accademico,  ma radicato nei problemi.
Talvolta proprio i tentativi di passare alla dimensione operativa portano a chiarificazione concettuale e conducono ad un pragma corretto, cosicché la “ricerca” si traduce in “innovazione” ovvero emancipazione del mercato.
Tale comportamento richiede certamente una verifica continua sui contenuti e sulla relativa adeguatezza nelle realizzazioni ed è qui che nasce e cresce, necessariamente, l’etica del costruire, pena la perdita di ogni credibilità."



Riferimenti:
Earth summit di Rio, giugno 1992, education en valores.org, Agenda 21.
Libro verde della commissione europea, luglio 2001
Norme Onu sulle responsabilità delle imprese, agosto 2003
Encicliche “Centesimus Annus”, Papa Giovanni Paolo II
Encicliche “laborem exercens”, Papa Giovanni Paolo II
Amartya Sen,  premio Nobel per l’economia 1998
Daniel Kahaneman, premio Nobel per l’economia 2002
Gary Becker, premio Nobel per l’economia 1992
Zygmun Bauman, sociologo
Umberto Galimberti, filosofo
Laudato Sii, Papa Francesco